Quando ho scritto L'Uomo dei Saldi l'Italia aveva 120 anni, ora ne ha 150. Non c'erano i telefonini, non c'erano i PC, non c'era internet, non c'erano i televisori con 1400 canali anche se li avevo già previsti nella mia Casa Comoda. Da poco eravamo usciti da una crisi devastante, i BOT rendevano il 27% e le banche prestavano denaro al 32% e, se non lo facevano, prosperavano gli usurai al 30% al mese e, malgrado tutto questo, la gente arrivava alla fine del mese. Il merito era in gran parte dei genitori, che erano passati attraverso la guerra e i primi anni della ricostruzione e che avevano superato le difficoltà di gran lunga superiori a quelle odierne. Scegliere i Saldi trent'anni fa poteva essere una scelta ideologica, oggi potrebbe essere divenuto un obbligo.
l'Uomo dei Soldi
lunedì 23 gennaio 2012
Sommario
I tiloli sono cliccabili
Copertina e prefazione
L'Uomo dei Soldi
Precario da più di 50 anni
Rigore è quando arbitro fischia
La terza guerra mondiale
Dottor Faust e Mefistobank
Una droga legalizzata
La lotteria delle elezioni
I nuovi feudi
Rassegnamoci
Gli avvoltoi
L'Apprendista Latitante
I negozi virtuali
Prossima tappa, il baratto
I nuovi carneadi
Le riserve auree delle famiglie
L'evasione, ottavo vizio capitale
Santi, navigatori e scrittori
Golia e Davide
Il PIL e le catene di santantonio
Copertina e prefazione
L'Uomo dei Soldi
Precario da più di 50 anni
Rigore è quando arbitro fischia
La terza guerra mondiale
Dottor Faust e Mefistobank
Una droga legalizzata
La lotteria delle elezioni
I nuovi feudi
Rassegnamoci
Gli avvoltoi
L'Apprendista Latitante
I negozi virtuali
Prossima tappa, il baratto
I nuovi carneadi
Le riserve auree delle famiglie
L'evasione, ottavo vizio capitale
Santi, navigatori e scrittori
Golia e Davide
Il PIL e le catene di santantonio
Le catene di santantonio
Ho sempre avuto una buona memoria. Ricordo benissimo i prezzi di ciò che acquistavo nel 1970 e posso qui di seguito fornirvi degli esempi: Marlboro 400 lire, Carpenè Malvolti 600 lire, Veuve Clicquot 2920 lire, ristoranti buoni di Genova 2.500 lire, buon albergo tre stelle a Brescia 2.500 lire, rapido Genova Venezia in prima classe 10.200 lire, aereo Genova Roma 16.000 lire, trattorie modeste 800 lire, una Porsche quattro milioni e mezzo, un chilo di pane poco più di 200 lire e un affitto a genova per tre locali più servizi andava intorno alle 50.000 lire. Tutti questi valori perdono significato se non vi parlo anche dello stipendio di un impiegato che allora variava tra le 160.000 e le 200.000 lire. Proprio da quest'ultimo dato emerge la possibilità di confronto con i giorni nostri e solo confrontando il potere d'acquisto riusciamo ad avere le idee più chiare su quello che è successo. Con uno stipendio da 200.000 lire si comprava una tonnellata di pane o una Porsche la si pagava in due anni mentre con lo stipendio di un mese si potevano avere 80 pasti in un buon ristorante. Proviamo oggi a fare gli stessi conti e vedremo che mentre quarant'anni fa una famiglia monoreddito arrivava dignitosamente alla fine del mese oggi, per farlo, di redditi ne servono due. Oggi una tonnellata di pane costa 4.000 euro e ottanta pasti in un discreto ristorante ne costano almeno 3.000. Se poi aggiungiamo telefonini, motorini per i figli, seconde auto, weekend sulla neve (tanto per fare degli esempi) c'è il rischio di non arrivare a fine mese anche con due stipendi. Gli aumenti ci sono stati ma soprattutto si è modificato lo stile di vita, ad esso ci si è abituati ed il rischio è quello di dovere rinunciare al necessario per il superfluo, un superfluo che assorbe spesso il secondo reddito. E' lo scotto che abbiamo pagato, che ci hanno fatto pagare, singolarmente, per inseguire di anno in anno, il maledetto incremento del PIL, un miraggio di tutta l'economia occidentale figlio delle catene di santantonio, mentre gli stati si organizzavano e concordavano di anno in anno la possibilità di indebitarsi sempre di più, come se il giorno del redde rationem non dovesse mai arrivare. E fu così che lo struzzo, mettendo la testa sotto la sabbia, morì soffocato.
Golia e Davide
La situazione sta peggiorando. Golia sta diventando sempre più forte e Davide sempre più indifeso. La lotta è ovviamente impari. Chiamiamo un call center e non riusciamo a ricevere la risposta che cerchiamo, dobbiamo contestare una contravvenzione già pagata ma il computer non è d'accordo, non paghi una tassa e qualcuno ti pignora casa e auto, auto che per giunta non servirebbe più a nulla perché in alcune città non si può circolare né posteggiare (se non a pagamento) sempre che uno riesca a pagare la benzina. Anche fumare sta diventando impossibile per chi ha un bilancio normale e persino sbagliare contenitore mentre si depositano i rifiuti genera pesanti sanzioni. Le conseguenze dell'Era delle Gabelle, preannunciata nel mio precedente Uomo dei Saldi, stanno condizionando violentemente la nostra vita, ci obbligano a percepire come ostile il mondo in cui viviamo. Quando accendiamo la televisione e vediamo i mille volti di Golia (i premier delle varie nazioni, le agenzie di rating, i loro portavoce) prendiamo ogni giorno di più coscienza della nostra condizione. Quando ci sentiamo dire mille volte che ce la faremo o altrettante volte che il rischio di non farcela è molto alto non sappiamo se stanno parlando di noi anche se il sospetto che non siano loro a doversi preoccupare matura nelle nostre teste, Cominciamo anche a chiederci quale fetta di responsabilità ci compete ma non siamo i soli a pensarla in questo modo perché anche i Golia sono certi di essere entrati al cinema durante il secondo tempo e di avere grandi alibi se non ci capiscono nulla. Ma non si preoccupano più di tanto perché sanno che Davide ha perso la fionda.
Santi, navigatori e scrittori
C'è chi nasce e pochi anni dopo vuole fare il pompiere o il medico e chi vuole fare lo scrittore. Ci sono maggiori probabilità, molto ampie, che il primo ci riesca e il secondo debba rinunciare, questo per lo meno fino a pochi anni fa. Sì perché ad uno scrittore non bastava avere scritto, voleva anche vedere pubblicato il suo libro, tenerlo fra le mani, regalarne qualche copia agli amici. Se non trovava l'agente giusto, capace di imporlo ad un editore, l'unica via era quella di stamparlo in proprio. Era un'operazione complessa, composizione, impaginazione, pellicole, lastre, stampa, rilegatura, tutte fasi costose, ammortizzabili con almeno un migliaio di copie vendute o con spese compensate da parte dell'autore, pratica oggi comune - quest'ultima - anche in case editrici di grande nome. Erano quindi tre le categorie di scrittori: quelli approvati da un editore, quelli che producevano in proprio potendoselo permettere e gli altri. Oggi la situazione è cambiata. Con testi scritti e impaginati in casa e con le nuove tecnologie digitali, stampare un libro, anche una copia soltanto, è diventata una cosa alla portata di tutte le tasche, con pochi euro si trasforma un proprio testo in un vero libro, rilegato, del tutto simile a quelli che troviamo in libreria. Se poi uno rinuncia all'idea del cartaceo c'è sempre la possibilità, a costo zero, di trasformare il proprio romanzo, il proprio saggio, in un ebook e di vederlo proposto online da tutte le librerie virtuali. Ecco così che chi desiderava fare il pompiere o il medico può farlo, così come chi vuole fare lo scrittore. Che poi costui riesca a vivere o sopravvivere scrivendo questo è un altro discorso.
L'evasione, ottavo vizio capitale
Il sesto comandamento, nella versione popolare. dice di non commettere atti impuri. Quando ero ragazzino, e potete immaginare la gravità di quegli atti, c'erano voci che con tale pratica si diventasse ciechi mentre un'altra corrente di pensiero limitava le conseguenze ad una vistosa acne. Indipendentemente da tutto ciò, che riguardava il corpo, c'era l'aspetto morale. Si commetteva peccato e veniva estratto il cartellino. Giallo o rosso dipendeva dal confessore, il peccato poteva essere veniale o mortale senza che il peccatore (in questi casi era sempre stranamente maschio) conoscesse le differenze tra queste due valutazioni che portavano poi più o meno alla stessa pena temporale, che veniva poi scontata con preghiere, penitenze o opere di carità. Traducendo in termini pratici, quello che poteva essere un reato di ordine morale veniva cancellato purché si seguisse l'iter sopra accennato. La soluzione alternativa, adottata da molti, era il quinto emendamento che permetteva all'indagato di non rispondere perché farlo lo avrebbe incriminato.
Ho parlato di quello che succedeva più di cinquant'anni fa. Ne ho parlato perchè l'altro giorno il Cardinale Bagnasco, che ormai ha anni sufficienti per considerare peccato venialissimo l'atto impuro di un ragazzino, ha scovato un altro peccato, sicuramente più trasversale rispetto alle fasce di età, l'evasione fiscale. Non è la prima volta che non si fa gli affari suoi e, per il ruolo che svolge all'interno della sua azienda ma soprattutto per la sua professione, dovrebbe ricordarsi che può scagliare la pietra solo chi è senza peccato. La chiesa, attraverso il presidente della CEI, parla di tasse. E' poco credibile, è come se parlasse delle curve delle donne!
Ho parlato di quello che succedeva più di cinquant'anni fa. Ne ho parlato perchè l'altro giorno il Cardinale Bagnasco, che ormai ha anni sufficienti per considerare peccato venialissimo l'atto impuro di un ragazzino, ha scovato un altro peccato, sicuramente più trasversale rispetto alle fasce di età, l'evasione fiscale. Non è la prima volta che non si fa gli affari suoi e, per il ruolo che svolge all'interno della sua azienda ma soprattutto per la sua professione, dovrebbe ricordarsi che può scagliare la pietra solo chi è senza peccato. La chiesa, attraverso il presidente della CEI, parla di tasse. E' poco credibile, è come se parlasse delle curve delle donne!
Le riserve auree delle famiglie
Ogni nazione ha delle riserve auree per bilanciare il valore delle banconote stampate anche se la copertura aurea è stata abrogata. In ogni caso l'Italia ha circa duemilacinquecento tonnellate d'oro (in termini tecnici le chiamano megagrammi), un quarto del totale dell'Europa. Già questo dovrebbe essere un indice rassicurante se pensiamo che la Spagna ne ha duecentottantuno e il Regno Unito trecentodieci. Per giunta, considerando il fatto che oggi l'oro vale più del doppio di cinque anni fa, potremmo ritenerci fortunati perché il suo controvalore è passato da cinquecento a più di mille miliardi di euro. Mi piacerebbe sapere quanti euro italiani sono stati messi in circolazione, un dato che non sono riuscito a trovare ma poco importante ai fini di quello che sto per scrivere.
Quando ero ragazzo si facevano molti regali in oro e in argento, il primo costava meno di mille lire al grammo il secondo non più di trenta. con lo stipendio di un impiegato si poteva comprare poco più di un etto del primo e circa quattro chili del secondo. Oggi con lo stipendio dello stesso impiegato si comprano meno di quaranta grammi d'oro e un chilo e mezzo di argento; facendo i conti chiunque abbia investito i suoi risparmi in metalli preziosi oggi se li troverebbe rivalutati di circa due volte e mezzo. Pochi lo hanno fatto ma molti si sono trovati a possedere catenelle e medagliette, braccialetti fuori moda, oggetti spesso considerati poco più di cianfrusaglie senza valore, non degni neppure di un monte dei pegni. Ma un certo giorno sono nati i compraoro, negozi specializzati nell'acquisto, per contanti, di oro usato (in una strada di Milano, in meno di un chilometro, ce ne sono cinque). Le quotazioni sono esposte, le cifre proposte sono allettanti e anche chi ha una certa ritrosia (e un po' di vergogna) comincia a prendere in considerazione l'idea e l'offerta trenta euro al grammo diventa convincente. E' così che le piccole riserve auree delle famiglie, in un periodo di crisi, si indirizzano verso una nuova collocazione, si trasformano in una piccola somma di denaro che trova anch'essa presto una sua destinazione, spesso una soluzione indolore per risolvere, forse per l'ultima volta, un problema di difficile soluzione.
Quando ero ragazzo si facevano molti regali in oro e in argento, il primo costava meno di mille lire al grammo il secondo non più di trenta. con lo stipendio di un impiegato si poteva comprare poco più di un etto del primo e circa quattro chili del secondo. Oggi con lo stipendio dello stesso impiegato si comprano meno di quaranta grammi d'oro e un chilo e mezzo di argento; facendo i conti chiunque abbia investito i suoi risparmi in metalli preziosi oggi se li troverebbe rivalutati di circa due volte e mezzo. Pochi lo hanno fatto ma molti si sono trovati a possedere catenelle e medagliette, braccialetti fuori moda, oggetti spesso considerati poco più di cianfrusaglie senza valore, non degni neppure di un monte dei pegni. Ma un certo giorno sono nati i compraoro, negozi specializzati nell'acquisto, per contanti, di oro usato (in una strada di Milano, in meno di un chilometro, ce ne sono cinque). Le quotazioni sono esposte, le cifre proposte sono allettanti e anche chi ha una certa ritrosia (e un po' di vergogna) comincia a prendere in considerazione l'idea e l'offerta trenta euro al grammo diventa convincente. E' così che le piccole riserve auree delle famiglie, in un periodo di crisi, si indirizzano verso una nuova collocazione, si trasformano in una piccola somma di denaro che trova anch'essa presto una sua destinazione, spesso una soluzione indolore per risolvere, forse per l'ultima volta, un problema di difficile soluzione.
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