lunedì 23 gennaio 2012

I negozi virtuali

Postal Market. I più giovani non sanno certo di cosa parlo. Una azienda italiana che verso la fine degli anni ottanta fatturava più di seicento miliardi di lire, con quasi cinquantamila spedizioni al giorno. Un vero colosso, con posizione dominante nel settore delle vendite per corrispondenza, i cui servizi erano utilizzati da abitanti di paesi o di piccole città lontane dove difficilmente si poteva trovare di tutto, cosa che invece avveniva nei grandi centri. Il corposo catalogo semestrale, di centinaia di pagine, veniva venduto nelle edicole e il suo costo era rimborsabile sul primo acquisto e superava per tiratura le più importanti testate italiane. Ma all'inizio degli anni novanta, sicuramente complice la grave situazione della lira che perse più del cinquanta per cento del suo valore nei confronti delle altre valute europee, ci fu una caduta verticale delle vendite e l'unica soluzione fu quella di vendere la società in Germania ad un colosso del settore che puntava sul nuovo mercato dell'est. le cose non finirono bene nemmeno in quel caso. Era arrivato internet, erano arrivate le vendite online. Tutti, potevano vedere, confrontare, scegliere e poi, via posta o per corriere, potevano ricevere quello che avevano deciso di acquistare. C'era molta diffidenza, grande timore di truffe, paura di vedersi addebitare sulla carta di credito acquisti non fatti e le cose, all'inizio, andarono a rilento. Era solo questione di abitudine, le protezioni andavano aumentando e le carte di credito rimborsavano importi indebitamente sottratti. Ci sono voluti più di dieci anni ma ma chi ha sperimentato anche una sola volta questo nuovo sistema di acquisto ne è uscito rassicurato e per giunta, prima di farlo, ha potuto confrontare il prezzo su siti specializzati tipo kelkoo.it. Proprio attraverso questi portali gli operatori dei diversi settori hanno potuto vedere le mosse dei concorrenti ed entrare in gara con loro avvicinandosi, per potere vendere, ai prezzi minimi proposti dagli altri, non solo in Italia. Se Postal Market avesse retto per soli altri tre/quattro anni avrebbe potuto mantenere la propria posizione di privilegio maturata durante tre decenni ma la piega che avrebbero preso le cose era del tutto imprevedibile. Nel 1998, scrivendo su Guida Immobiliare e dopo avere letto parecchi testi americani, condividevo la previsione, ormai avverata, che il novanta per cento delle transazioni immobiliari sarebbe avvenuta attraverso internet. Erano allora solo alcune nicchie di mercato a trovare il nuovo sbocco. Allora alcune, oggi tutto. Un po' come quando alla fine dell'ottocento, nei paesi più sperduti deli Stati Uniti, arrivarono i primi cataloghi illustrati dove chiunque poteva acquistare una pistola, un abito da sposa, un bicchiere di cristallo, il tessuto per le tende o un letto di mogano, nel primo negozio virtuale della storia.

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