lunedì 16 gennaio 2012

L'Uomo dei Soldi

Nel 1999 Tiscali entrò in borsa con una quotazione iniziale di 43.000 lire. Un anno dopo avevano superato ampiamente il milione, con una capitalizzazione addirittura superiore alla Fiat. Una follia collettiva? Sì, una delle tante di quegli anni costruite sul potere magico della parola internet. Tutti continuavano a comprare come a suo tempo aveva fatto il lustrascarpe di Rockfeller e gran parte di loro pianse calde lacrime qualche mese dopo quando ci fu il crollo. I segnali c'erano stati. Uno in particolare: Fiat, dopo un accordo vantaggioso con Chrysler che avrebbe dovuto spingere le sue quotazioni verso l'alto, in un solo giorno perse il 10% e da quel giorno la caduta degli indici sembrò inarrestabile. Non ci furono lunedì neri del tipo 19 ottobre 1987, giorno in cui il Dow Jones perse in poche ore il 22%, ma il tempo venne scandito da giornate grigie caratterizzate da persone che si leccavano le ferite. Come erano finiti in questa trappola? Per diversi motivi, non solo per i soldi, anche se l'idea di guadagnare facilmente del denaro avrebbe potuto essere una molla sufficiente per molti di loro. No, c'era un altro motivo. Il mondo era cambiato. Così come l'Uomo dei Saldi aveva potuto vantarsi delle sue scelte il suo successore, l'Uomo dei Soldi, poteva esibire il suo acume in un territorio ambito da molti, quello finanziario, facendo dimenticare a tutti di essere stato un lustrascarpe.

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