giovedì 19 gennaio 2012
Gli avvoltoi
Basterebbe un elenco di nomi (non citando le vittime) per intuire l'argomento che sto trattando: Annamaria Franzoni, Sabrina e Cosima Misseri, Salvatore Parolisi, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, Danilo Restivo... colpevoli o meno i loro nomi e i loro volti hanno saturato ogni spazio possibile dell'informazione, le reti televisive hanno combattuto aspramente per assicurarsi ex-magistrati, psicologi, criminologi di fama per creare un ring tra colpevolisti e innocentisti prima ancora che la magistratura, quella vera, cominciasse ad occuparsi dei singoli casi. A valle, nei salotti dei telespettatori, ognuno diventa giudice, investigatore, avvocato come quando, durante una partita di calcio tutti diventano allenatori. Ogni delitto irrisolto genera audience, in percentuali proporzionali alla complessità della storia e alla carenza di prove oggettive, la ricerca del colpevole diventa così un gioco di società nel quale gli indizi perdono il loro valore soggettivo. A lungo andare l'interesse dello spettatore diminuisce e gli uomini degli indici di ascolto vanno alla ricerca di un nuovo tema e se dopo Thanatos arriva Eros ancora meglio e se Eros poi coinvolge personaggi potenti e famosi, ebbene la loro poltrona è sempre più salda. Ma quando anche Eros non eccita più la fantasia del pubblico ecco il grande colpo di culo: una tragedia in mare. I telegiornali non parlano d'altro, i talk show con ospiti miracolati si moltiplicano, tutti sanno la verità del prima del durante e del dopo. Nel frattempo S&P ha declassato nove paesi, la Merkel ha detto a Monti di arrangiarsi e malgrado tutto questo la borsa sale e lo spread scende ma l'imprevista controtendenza non fa notizia o per lo meno ne fa molto poca. Finchè la storia della nave va non è bene corerre rischi. Ma prima o poi, come è successo in passato, l'interesse si affievolirà e ci sarà bisogno di una storia ancora più eclatante dell'ultima anche se dopo le Torri Gemelle e la Concordia per gli Avvoltoi dell'informazione ci vorrebbe almeno una nuova guerra, non troppo lontana da noi.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento