lunedì 23 gennaio 2012

Prossima tappa, il baratto

Un collezionista di macchine fotografiche d'epoca mi segnalò, nel 1996, ebay.com. Si trattava di un sito d'aste, destinato a diventare in pochi anni un colosso, quotato a Wall Street. Fino ad allora avevo tre fonti principali di approvvigionamento, i classified (piccoli annunci) sulle riviste americane, le aste di Christie's e Classic Collection a Londra, a due passi dal British Museum. Divenni così cliente fedele di Jay O. Tepper, di Michael Pritchard (il responsabile della casa d'aste) e di David Woodford e di Mahendra Modi. A distanza di vent'anni li ricordo tutti perché avevo modo di scambiare informazioni, di scambiare opinioni e di acquistare pezzi più o meno rari. Come? Via fax. La prima volta che entrai da Classic Collection mi venne incontro un impiegato chiedendomi se poteva essermi di aiuto. Risposi che conoscevo bene il loro negozio pur non essendoci mai stato. L'impiegato pronunciò subito il mio nome. Ero l'unico che affidava al fax i miei dati e la mia carta di credito. Ovviamente acquistavo anche da altri ma saltuariamente, sempre con lo stesso metodo. Quando scoprii ebay mi si aprirono nuovi orizzonti, vidi (e talvolta acquistai) macchine e accessori a prezzi del tutto diversi, molto più bassi di quelli a cui mi ero abituato. A quei tempi Ebay aveva un contatore che segnalava ai visitatori il numero degli oggetti in vendita. Ricordo che a metà del 1996 il totale era poco meno di 200.000. Poco più di un anno dopo la cifra era cresiuta di 35 volte, erano sette milioni. La crescita fu esponenziale e questo permise a ebay di acquistare i concorrenti che si affacciavano aggressivamente sulla scena. Ricorderete ibazar, sito pubblicizzato in Italia da Platinette. Guadagnò posizioni in Europa finchè Ebay decise di acquistarlo alla modica cifra di 150 miliardi di lire rimanendo, così come lo è ora, leader del mercato.
Ebay è una casa d'aste automatica. Da una parte c'era chi vendeva, persone che cercavano di portare a casa del denaro cedendo, talvolta per necessità, delle cose preziose o inutilizzate, dall'altra una o più persone che volevano acquistare qualcosa per puro piacere o per via di prezzi particolarmente vantaggiosi. La voce che su Ebay si riusciva a vendere di tutto cominciava a spargersi ma non tutti avevano confidenza con i computer. I pochi esperti furono subissati da richieste di amici che volevano vedere quanto era facile trasformare in denaro un doppio regalo, cose dimenticate da anni in soffitta, un mobile ingombrante. Facile lo era davvero se il prezzo di partenza era prossimo allo zero, più difficile se uno aveva grandi aspettative. Ebay divenne un paradiso per chi voleva giocare o per i collezionisti e lo rimase per anni, prima di venire invaso dalle offerte di cianfrusaglie nuove provenienti prevalentemente dall'oriente. Ma Ebay, con l'approssimarsi della crisi, cominciò a proporre gratuitamente un nuovo servizio, quello degli annunci, molto simile a quello che, su supporto cartaceo, veniva offerto da Secondamano. La gente cominciava ad avere bisogno di vendere, Ebay non era più un gioco divertente e col tempo è divenuto lo strumento per riuscire a racimolare qualche euro. E' così che per qualche decina di euro si può acquistare un servizio di posate, dono di nozze mai utilizzato, o abiti di buona marca usati ma poco, e tanto altro spendendo un terzo, un quarto di quanto lo stesso oggetto costerebbe in negozio. Il negozio ne soffre le conseguenze ma due persone, che ne hanno tratto vantaggio, hanno individuato una nuova strada per riuscire ad arrivare a fine mese.

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